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YOGA DI
“PRECISIONE” PER COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA
BENEFICI CHE SI
MANTENGONO NEL TEMPO
Solo in Italia, due
milioni di persone soffrono di mal di schiena in maniera
costante, e 15 milioni accusano disturbi sporadici, ma
“l’epidemia” è mondiale. Ora uno studio della West
Virginia University di Morgantown, negli USA (pubblicato su
Spine Journal) propone a chi non vuole ricorrere ai farmaci
una nuova risorsa: lo Yoga Iyengar che anche da noi fa
proseliti. L’equipe americana, coordinata da Kimberly
Williams, ha prescritto a 90 adulti, tutti con dolori
persistenti, o una terapia convenzionale con farmaci
antidolorifici, o sei mesi di sedute di Yoga Iyengar
prevedendo due sessioni settimanali. Dopo 24 settimane si è
vista, nel gruppo che praticava lo Yoga, una riduzione di
gran lunga maggiore rispetto al gruppo trattato con farmaci,
sia della disabilità funzionale sia dell’intensitá del
dolore e della sintomatologia depressiva. E la differenza è
rimasta tale anche dopo altri sei mesi di follow-up. Gli
studiosi statunitensi, pur non negando l’efficacia di
altre forme di yoga e di altre attività motorie, si sono
affidati al metodo Iyengar ritenuto piú rigoroso. Spiega
Sandra Bertana, che da trent’anni si dedica a diffondere
questo metodo: ”Lo yoga Iyengar lavora sul corpo in modo
molto scrupoloso e richiede grande concentrazione e capacità
introspettive che si acquistano col tempo. L’ideatore, B.
K. S. Iyengar, è riuscito a dare agli Asana ( le posizione
del classico Hatha Yoga), e al Pranayama ( la tecnica
respiratoria), una nuova precisione di esecuzione in modo da
poterli utilizzare anche a scopi terapeutici. Negli
esercizi, che seguono una sequenza stabilita, si ricerca
innanzitutto l’allineamento strutturale e poi si agisce
sull’allungamento. Nel metodo Iyengar si pongono poi
precisi limiti ai movimenti, per mobilizzare le
articolazioni in modo assolutamente corretto. Conferma
Fulvio Palombini, reumatologo e docente di fisioterapia alla
Sapienza di Roma:” Lo Yoga Iyengar è molto efficace perché,
pur sollecitando al massimo la struttura muscolare e
articolare, rifugge da ogni esasperazione del movimento,
rispettando quindi l’ergonomia del corpo.”. “Un'altra
peculiarità - riprende l’esperta - è l’utilizzo di
attrezzi (coperte, panche, corde, sedie, mattoncini) che
facilitano la realizzazione e il mantenimento delle
posizione, rendendole possibili anche a chi ha problemi
fisici. In chi soffre di lombalgia, poiché il diaframma è
sempre eccessivamente rigido e la muscolatura lombare molto
contratta, si agisce sulle principali cause che provocano
queste disfunzioni: cattiva postura nella posizione eretta,
e respirazione incompleta. Quindi, insegniamo a utilizzare
al meglio gambe e piedi, rafforzandoli, e sblocchiamo il
diaframma con esercizi che insegniano ad utilizzare ogni
parte dell’apparato respiratorio. Tra l’altro lo sblocco
del diaframma è la strada per affrontare gli stati
depressivi.”
PUNTI FORTI:
GRADUALITA’ E CORRETTEZZA
Sono molte le tecniche
e le attività motorie che promettono giovamento alla nostra
colonna. Dall’hata yoga allo stretching e al Pilates,
oltre alle varie ginnastiche antalgiche. Perché prediligere
il Metodo Iyengar rispetto agli altri? “Tanto per
cominciare bisogna diffidare da chi suggerisce di fare
“comunque” del moto, nella convinzione che piú ci si
muove meglio è” puntualizza Fulvio Palombini, reumatologo
e docente in fisioterapia alla sapienza di Roma. “Nello
specifico – prosegue – preferisco il Metodo Iyengar al
Pilates perché in quest’ultimo i movimenti sono meno
precisi. Nello stretching, alla mancanza di precisione del
movimento si aggiunge una sollecitazione muscolare non
sempre controllata. Infine nello yoga classico non è
prevista durante l’esecuzione degli asana né la
correttezza fisiologica dell’azione, né la sua gradualità.
Differente anche la tecnica respiratoria che, mentre nel
pranayama è soprattutto di tipo addominale, nel Metodo
Iyengar coinvolge tutto il torace, contribuendo a distendere
la colonna”.
Mabel Bocchi da Corriere Della Sera – Salute domenica
27 settembre 2009
YOGA CHE CURA
In alcune patologie da
benefici superiori ai farmaci. Dopo le ricerche delle
università indiane anche quelle di prestigiosi atenei Usa
rilevano effetti terapeutici dell'antica pratica su malattie
reumatiche e cardiovascolari .
Relax e movimento,
armonia di corpo e spirito dall'antica saggezza indiana. Lo
yoga, per chi lo pratica, è un vero e propio modello di
vita che coinvolge tutta la sfera quotidiana. Ma oggi non è
più soltanto ginnastica e spiritualità, ma anche ricerca
medica. Ci sono al momento in corso ben 23 clinical trials,
sperimentazioni u mane, in altrettanti ospedali e centri
medici che coinvolgono infatti le tecniche dello yoga in
precise terapie ospedaliere. E dagli anni 60 a oggi sono
stati pubblicati qualcosa come 991 studi su Yoga e cure
mediche in riviste scientifiche internazionali. Gli ospedali
e centri medici da New Delhi a Bangalore a Shiraz (Iran),
dal Medioriente e Sudest asiatico (dove c'è una cultura
radicata di "medicina integrata" tra
"mainstream"e "alternative") fanno la
parte del leone producendo il maggior numero di studi
clinici. L'ultimo in ordine di tempo, apparso sul numero di
novembre di European journal of Cancer Care, ha dimostrato
ad esempio l'efficacia della pratica yoga nell'attenuazione
degli effetti collaterali (nausea e vomito) della
chemioterapia in 68 pazienti. Lo studio è stato condotto
dal Dipartimento di Scienze della vita dell'Università di
Bangalore, mettendo a confronto il campione sottoposto a
un'ora quotidiana di yoga con un altro che ha svolto una
terapia di rilassamento tradizionale. Altri studi sono
invece appena iniziati al Mercy medical center di Baltimora
per capire se e quanto lo yoga possa attenuare il senso di
"fatica" delle malate di tumore. Ma vi sono anche
studi che dimostrano l'efficacia dello yoga anche per il
diabete, ad esempio, le malattie cardiovascolari, il dolore
di schiena cronico, il tumore al seno e una quantità di
altre sindromi e disturbi. Su diabete e yoga sono stati
compiuti ben 28 studi clinici dal 1986 a oggi, in gran parte
in ospedali indiani, ma anche in Olanda e Australia. Si
tratta di sperimentazioni rigorose, che mettono sempre a
confronto gli effetti della terapia yoga con un altra di
supporto similare, propio per evitare eventuali
suggestionamenti. Sul diabete mellito di tipo 2 è stata
dimostrata, al Guru Tegh Bahadur Hospital di Delhi (in uno
studio coordinato dall'Università), una correlazione tra
alcune "asana" (posizioni) yoga e la velocità di
conduzione del nervo mediano (che nei diabetici causa
continui formicoli alle mani) e il controllo del glucosio
nel sangue. Al termine della sperimentazione, i 20 diabetici
che avevano praticato yoga (30-40minuti al giorno per 40
giorni) avevano una efficienza maggiore delle mani e un
maggior controllo dei livelli di glucosio, rispetto al
gruppo che aveva svolto solo delle camminate come terapia
"integrata" a quella convenzionale. Degli effetti
benefici dello yoga,su corpo e mente, si parla da anni. Ma
oggi si cerca una risposta scientifica e lo yoga comincia a
essere studiato anche da chi fa ricerca medica. Ad esempio,
perchè le pratiche yogiche (asana e meditazione) hanno
evidenti benefici in sindromi come ansia e depressione come
è testimoniato da tutti coloro che le eseguono? Lo hanno
scoperto un gruppo di psichiatri della Scuola di medicina
della Boston University, in uno studio pubblicato nel maggio
scorso sul Journal of Complementary and Alternative
medicine. I medici hanno sottoposto a risonanza magnetica un
gruppo di otto "yogi" prima e dopo la loro
sessione quotidiana di 60 minuti. Allo scanner con imaging
del cervello è risultato, al termine di ciascuna sessione
di yoga, un aumento di ben il 27% dei livelli dell'acido
"Gaba" (gamma-aminobutirico) che, insieme alla
noradrenalina e serotonina, sono i neurotrasmettitori più
importanti nel controllo fisiologico e patologico degli
stati emozionali. Il loro deficit, dunque, ha un ruolo
nell'ansia e depressione. E lo yoga si comporta come una
vera e propria "medicina naturale", senza effetti
collaterali, negli stati d'ansia depressivi: i livelli del
Gaba nei nei depressi vengono normalmente incrementati con
terapie farmacologiche a base di benziodiazepine, i cui
effetti collaterali sono a tutti noti. Il gruppo di
controllo, a cui era sto somministrata come
"calmante", una sessione di lettura rilassante,
non mostrava invece alcun aumento del Gaba cerebrale.
di Susanna Jacona Salafia da Repubblica.it Salute
IYENGAR YOGA E LOMBALGIA CRONICA
E' un disturbo
largamente diffuso che ha raggiunto proporzioni
“epidemiche": la lombalgia cronica. Una ricerca
statunitense pubblicata sulla rivista scientifica Pain ha
verificato gli effetti della pratica Yoga, e in particolare
del metodo lyengar, su un gruppo di persone affette da
questo tipo di problema. E’ la prima sull'argomento a
utilizzare uno studio randomizzato e controllato, cioè
senza criteri di inclusione: i pazienti scelti non hanno mai
praticato yoga. Hanno frequentato, per circa tre mesi, una
lezione alla settimana della durata di un'ora e mezza e sono
stati incoraggiati a praticare, a casa per trenta minuti per
cinque giorni alla settimana. Risultato: una significativa
riduzione dell'intensità del dolore, della disabilità
funzionale e dell'uso di medicinali dopo tre mesi di
pratica. Lo studio ha preso in considerazione ventinove
posture tra quelle supine, sedute, erette, piegate in avanti
e le torsioni che hanno portato alla progressiva
riabilitazione del disturbo migliorando gli squilibri del
sistema muscolo-scheletrico che influenzano l'allineamento
spinale e la postura, aumentando la flessibilità, la
mobilità e la stabilita nella muscolatura e nelle
articolazioni All'inizio sono stati proposti “asana"
(posizioni) in grado di alleviare il dolore e la tensione
muscolare, per passare, poi, all'allungamento dei fasci
muscolari che si attaccano alla colonna e alle pelvi, e
all'apertura di anche e inguini. Le torsioni accedono ad un
livello più profondo dei muscoli dorsali e aiutano a
riallineare le vertebre, ad aumentare lo spazio
intervertebrale, diminuendo la possibile compromissione
delle radici nervose. «Quando il muscolo è indolenzito, va
in contrattura e non può più essere forte per sostenere la
colonna», spiega Daniela Jurisic. specialista in medicina
fisica e riabilitazione a Milano e Pavia. «Lo yoga insegna
che un muscolo rilassato può essere anche forte. Dobbiamo,
quindi, ribaltare la nostra tendenza a pensare che
"ammorbidire" il corpo, lo renda più debole.
Inoltre. attraverso l'elettromiografia, possiamo constatare
che sono i muscoli più piccoli, quelli vicini alla colonna.
che devono essere mantenuti alla massima efficienza per
essere un adeguato sostegno. Infatti. se non sono forti, la
schiena non sarà stabile e la muscolatura sovrastante andrà
in contrattura. Ciò significa che bisogna rieducare i
muscoli ad agire nel modo giusto rafforzandoli,allungandoli
e attivandoli e in questo, lo yoga lavora molto bene»,
chiarisce la dottoressa. Sulla base di queste ricerche
Daniela Jurisic ha avviato a Pavia un "Centro per la
Salute della Schiena" in collaborazione con
fisioterapisti e insegnanti di Yoga del Centro "Essere
per Divenire" che utilizzano il rigore e la precisione
nella pratica come propugnato da Iyengar. «Abbiamo cercato
di percorrere la stessa strada ampliando le possibilità con
l'inserimento dello studio sulla scoliosi per il quale
abbiamo già avuto risultati positivi. Naturalmente è un
discorso che va portato avanti in equipe», conclude.
Fondamentale l’apporto dello yoga in terapia del dolore.
“In questo campo l’efficacia della terapia dipende dalla
precisione della diagnosi, cosa difficilissima in quanto il
dolore cronico è sostenuto da meccanismi neuropatologici di
cui si sa ancora molto poco”, afferma Cristiano Gandini,
specialista in terapia del dolore, anestesia e rianimazione
al Centro Pier Ettore Bergamasco della Fondazione Ospedale
Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano.
“L’applicazione di terapie combinate, attraverso la
cooperazione di più specialisti, era già stata posta come
fondamento della terapia del dolore da John Bonica nel 1953.
Curare la persona piuttosto che curare solo il dolore oltre
ad essere più facile è sicuramente più completo e può
portare a maggiore successo”.
Il valore medico-scientifico dello Yoga Iyengar da
“Repubblica Salute” del 16 Febbraio 2006
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